Garantire ai calabresi fuori sede la possibilità di votare, in sicurezza, alle prossime elezioni regionali.

È questo l’obiettivo di un’interrogazione che i consiglieri regionali del Partito Democratico Liberto Notarangelo e Luigi Tassone hanno indirizzato al presidente della Giunta regionale, Nino Spirlì, su input del Collettivo Peppe Valarioti che nei mesi scorsi ha promosso una petizione per sensibilizzare le istituzioni a promuovere la tutela dei diritto di voto anche per gli studenti fuori sede che non possono rientrare nella propria residenza.

C’è da ricordare che il Collettivo Valarioti è un think tank costituito, da calabresi ma non soltanto, con l’obiettivo di ricollocare la Calabria al centro di un orizzonte euromediterraneo. In questo senso, i giovani del Collettivo hanno voluto raccogliere l’eredità di Giuseppe Valarioti, militante politico comunista, insegnante, trucidato a Rosarno dalla ‘Ndrangheta nel giugno del 1980.

Nell’interrogazione Tassone e Notarangelo evidenziano, in premessa, che “nelle precedenti elezioni regionali oltre la metà degli aventi diritto non ha partecipato al voto, consolidando la cronica tendenza di astensione dal procedimento democratico, e che una parte importante di essi è costituita da lavoratori e studenti fuori sede, di fatto limitati nella possibilità di esercitare il diritto al voto”. I due consiglieri del Partito democratico, eletti nel collegio dell’Area centrale, ricordano che le elezioni regionali in Calabria sono state prima fissate il 14 febbraio e successivamente, in base al recente decreto legge 25/2021, sono state differite in una data tra il 15 settembre e il 15 ottobre, specificando che “il governo ha rivolto a tutti i cittadini numerose raccomandazioni al fine di far rispettare le norme di distanziamento sociale, evitando occasioni di assembramento sui mezzi pubblici, limitando il rientro di numerose persone in un periodo di tempo ristretto, con il rischio – osservano i due consiglieri regionali del Pd – di compromettere la possibilità dei calabresi fuori sede di esercitare il diritto al voto”. Da qui l’interrogazione, con la quale Tassone e Notarangelo chiedono al presidente della Giunta regionale di sapere “se coerentemente all’indizione della presunta data delle elezioni, sono state predisposte azioni specifiche di gestione del flusso in entrata e se è stato condotto uno studio per stimare le dimensioni dello stesso; se sono al vaglio soluzioni per garantire ai cittadini calabresi l’esercizio del voto in osservanza delle norme di prevenzione; se è stata valutata la possibilità di chiedere al governo, al fine di evitare eventuali spostamenti tra regioni vista l’emergenza sanitaria, un’alternativa al voto di presenza”.