Come accade con cadenza trimestrale, i dati statistici elaborati sulla base delle informazioni estratte dal Registro Imprese, forniscono una fotografia in itinere sullo stato di salute delle imprese della provincia di Catanzaro.

Valore della produzione e valore aggiunto: performance modeste.

Per quanto attiene il terzo trimestre 2019 riferiti ai dati 2018, le imprese catanzaresi fanno registrare un valere della produzione aggregato pari a 2,2 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 551 milioni di euro.

Si tratta di dati certamente non incredibili dal momento che il valore medio della produzione risulta di poco superiore a 1 milione di euro e il risultato d’esercizio al netto delle imposte si attesta a circa 29mila euro per azienda.

Quanto ai risultati economici per settore produttivo, quello commerciale rappresenta circa la metà del valore della produzione, con un valore aggiunto pari al 27% del totale. A seguire, il comparto manifatturiero che generano un valore della produzione del 17,5% sul totale e un risultato netto medio del 25,8%. Tutti gli altri settori coprono il rimanente 30%.

Il valore medio della produzione per singola azienda certifica come il fatturato delle imprese locali sia modesto. Soltanto nei settori commercio, manifattura e trasporti si supera la media di valore produttivo, mentre a segnare il maggior valore aggiunto medio sono le aziende del settore dei trasporti (723mila euro il dato aggregato).

Su base annua, grazie alle Società a responsabilità limitata è da segnalare l’incremento superiore alla media nazionale del valore della produzione per le società in utile, cresciuto del 6,2%. 

Gli indicatori di bilancio (ROI, ROS, Capital Turnover e indipendenza finanziaria), confrontanti con quelli del 2017, i dati 2018 fanno segnare una flessione (ad eccezione dell’indipendenza finanziaria – FIG. 1A e 1B).

Piccolo non è più bello.

Le grandi imprese sono lo 0,4% del totale delle imprese presenti in provincia di Catanzaro, ma fanno registrare il 24% del valore della produzione. Assieme alle medie imprese (3%), poi si raggiunge il 50%.

Le piccole imprese (14,7% del totale), pesano per un valore della produzione pari al 28,7% mentre le micro imprese, che sono ben l’82% delle iscritte, generano solamente il 20,7% del valore della produzione.

Il terzo trimestre 2019

Su base annua, nel terzo trimestre dell’anno in corso si è registrato un incremento nelle iscrizioni al Registro Imprese della provincia di Catanzaro per l’1,9% (dato nazionale +4,1%). A far segnare il dato positivo sono state le iscrizioni di imprese operanti nel settore agricolo, manifatturiero, dei trasporti e assicurativo. In termini numerici, il maggior numero di iscrizioni è giunto nel settore del commercio, (107 nuove aperture), ma in percentuale ha fatto segnare una flessione del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2018.

A peggiorare i dati, le percentuali sull’aumento delle cancellazioni (+4,4%) e delle procedure fallimentari (+266%, ma in dato assoluto si tratta solo di 11). Diminuiscono, invece, le entrate in scioglimento (-10,9%).

A registrare un incremento, sono state le imprese a partecipazione o guida maggioritaria femminile (+19,4%). Il maggior numero di iscrizioni si registra nel settore del commercio (38 imprese, circa il 38% delle nuove iscrizioni).

Sono diminuite invece del 25% sia le imprese a partecipazione o guida maggioritaria Under35 che quelle a partecipazione o guida maggioritaria straniera (FIG. 3)

In valore assoluto, le nuove aperture sono il doppio delle chiusure (157 contro 77), frutto di un incremento percentuale delle prime (+8,3%) e di un analogo calo percentuale delle seconde rispetto allo stesso periodo del 2018.

Quanto ai dati sull’occupazione, le 19171 imprese presenti sul territorio catanzarese anche nel 2018, hanno fatto registrare una flessione  nell’andamento degli addetti (-0,8% contro il +1,6% a livello nazionale).

A subire maggiormente la flessione, sono state le imprese con meno di 9 addetti (confermando il trend nazionale) con un -3,3%. Le imprese più grandi, oltre 250 addetti, hanno invece fatto registrare un incremento degli occupati del 4,5% (migliore del dato nazionale che si attesta al +3,4% – FIG. 4).